Per la prima volta nella sua storia Apple supera i 2 miliardi di spesa in attività di ricerca e sviluppo, pari a più del 4% delle vendite nette
Osservando la documentazione che Apple ha depositato presso la Securities and Exchange Commission e riferita ai risultati del terzo trimestre fiscale 2015, emerge un’informazione interessante sulle spese sostenute dalla Mela in attività di ricerca e sviluppo nel trimestre aprile-giugno.
Nel periodo in esame Apple ha sostenuto infatti una spesa di 2,03 miliardi di dollari, superando per la prima volta nella storia della compagnia il traguardo dei 2 miliardi. Si tratta, per vederla da un altro punto di vista, di una somma pari al 4,1% delle vendite nette totali.
Rispetto al trimestre precedente l’esborso R&D di Apple è cresciuto di 116 milioni di dollari. Nello stesso trimestre dell’anno scorso la spesa sulle attività di ricerca e sviluppo è stata di 1,6 miliardi di dollari: il confronto anno su anno dipinge quindi una crescita del 21% per lo stanziamento di risorse monetarie dedicate al lavoro sui futuri prodotti e servizi.
Il primo traguardo di 1 miliardo di dollari per la spesa sulle attività di ricerca e sviluppo fu tagliato nell’ultimo trimestre del 2012. Da allora lo stanziamento per questo genere di attività è cresciuto in maniera sensibile trimestre dopo trimestre. Il risultato più evidente di questa spesa è però visibile nei dispositivi consumer di Apple. Il recente Apple Watch, ad esempio, è stato per anni in fase di sviluppo prima di essere presentato al pubblico.
L’incremento della spesa R&D nell’ultimo trimestre è verosimilmente collegata, in parte, agli imminenti aggiornamenti di iPhone ed iPad che avverranno nel corso dell’autunno probabilmente tra i mesi di settembre e ottobre. Apple infatti starebbe lavorando per integrare anche in iPhone il sistema di input tattile Force Touch visto in Apple Watch e nei trackpad dei recenti sistemi portatili MacBook e MacBook Pro.
Ad aggiungersi alle spese R&D vi sono i centri di ricerca e sviluppo che sono collocati in maniera strategica nei distretti tecnologici più vivaci sparsi attorno al mondo, come ad esempio il centro di Yokohama, in Giappone, che aprirà i battenti nel corso del prossimo anno. Per non parlare dei segretissimi progetti legati al mondo dell’automobile: nebbia fitta attorno a queste attività che tuttavia sembrerebbero, secondo le indiscrezioni trapelate, particolarmente onerose.